giovedì 12 novembre 2009

sono tornata brevemente per accompagnare F. ad una partita e per ritirare i miei esami.
Questi giorni sono andati molto bene, come non avrei mai immaginato. Averli tutti e due insieme, riuscire a viverli con serenità è una gioia immensa, quasi commovente. E poco importa se mio padre ci ha portate fuori tutte le sere e di certo non faccio la rompipalle a risparmiarmi con un'insalata, mi sono mangiata fondue chinoise, tagliatelle al salmì di selvaggina, e un menu al Mc ( che si poteva risparmiare visto che non me lo sono goduto affatto ). Belli, sono stati dei giorni belli.
Soddisfacente la faccia di mio padre quando mi ha visto, i suoi complimenti, mi ha fatto anche un po' piacere questa sua sottile preoccupazione per la mia salute. Si, sono una stupida. E lo sono stata anche di più quando lui mi diceva di dimagrire, non per una sua vanità ma per non farmi incorrere in problemi di salute o problemi nella relazione con gli altri. È inutile, quando non ci sentiamo pronti per vedere una cosa anche se ce l'abbiamo davanti non la vedremo mai. Ho avuto davanti l'amore di mio padre in modo palese per tutta la vita ma questo amore in quel momento mi pesava troppo, era troppo faticoso amare un uomo come lui, mi metteva davanti ai miei errori, al male che gli ho fatto, al dolore che non era solo il mio ma era anche il suo. Devo imparare ad amarlo, e non è semplice.

Ma oltre a questo ci sono i soliti fastidiosi dettagli.

Ieri sera eravamo a letto a guardare un film. Lei sfodera un'insalata di carote da mangiucchiare e io le chiedo di assaggiarla. Mi abbuffo di cucchiaiate al volo, non so nemmeno io perché. Capita che in quel momento, il famoso assaggio, mi assalga la paura che qualcuno mi vieti quel piccolo pezzo di pasto, tipo una paura fantozziana che in quel momento mi colpisca un fulmine al mio primo goduto boccone. Allora mangio in fretta, non mastico neanche, per poche forchettate, ma abbondanti, poi torno al mio pasto e neanche ci penso più, ma in quel momento è tutto fuori controllo. Lei me lo fa notare. Mi dice che la faccio arrabbiare quando faccio così, che sembro pazza, che lei me la darebbe anche tutta l'insalata, 'ché tanto non mi fa male, a patto che io mangi con calma e gustandomela. Che botta! Che botta questo rimprovero, questo mettermi davanti a questa mia nuova mania, questa piccola nuova ossessione. Mi sono spaventata.
Nonostante tutte le mie precauzioni mi sto ammalando? Non è possibile, non posso permettermelo, non ce la faccio, mi prenderei a sberle da sola! Devo stare attenta, devo prendere tutto questo con più calma, con più amore.

Oltre a questo tutti e tre abbiamo deciso che per l'anno prossimo abbandoneremo il Rifugio, ci costa troppo e tra massimo quattro anni, continuando così, finiranno i fondi e buona notte. Non si può fare, e se per evitare questa tragedia basta abbandonare il Rifugio, a me tocca questo sacrificio. Anche se mi fa malissimo, anche se mi fa mancare la terra sotto ai piedi. Cinque anni e poi ci torniamo felici. cinqcinquefünffive. stringo i denti, ce la faremo.

Non abbiamo ancora incontrato i parenti, staremo a vedere.

Un abbraccio

thin di oggi:



sorseggio con fiducia il mio destino.

6 commenti:

  1. Impara veramente ad amarlo, tuo padre, perche' la vita e' breve, e potresti un giorno ritrovarti come me a rimpiangere il tempo perduto...perche' quando realizzi che finalmente gli vuoi bene nella maniera giusta, e' troppo tardi.
    E saro' ripetitiva, ma quella che hai accanto e' una gran donna.
    Tienitela stretta.
    In ogni parola che scrivi per parlare di lei, si legge tutto l'amore che prova per te.
    E' un destino favoloso quello che sorseggi!

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  2. "sorseggio con fiducia il mio destino. "
    Mi piace questa frase... vorrei poter fare la stessa cosa... ma io sono solo una balena che si abbuffa...

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  3. sei così delicata che ti leggo con i polpastrelli...adagio...per paura di sgualcirti...

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  4. ciao Momò, bella storia, e ottimo finale... sia per il sorseggio, sia per il destino, sia per la fiducia.. mi sembra che - a parte per le forchettate di insalata a ritmo troppo serrato - stai facendo tutto benissimo!
    un abbraccio!

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  5. Le scelte che facciamo nella vita dipendono esattamente da quanto abbiamo amato i nostri genitori. Non importa che la colpa di un nostro allontanamento sia stata loro o nostra. Fintanto che ci sentiremo in difetto verso di loro rimarremo privi di libertà... perchè l'unica direzione che sapremo prendere sarà dettata dal senso di colpa e dal bisogno di fuga, che nel frattempo avranno assunto un significato più universale. Questo, almeno, è quanto ho visto nel mio caso.
    Fai attenzione col cibo... parlare di malattia forse è troppo... ma quì ci stanno pienamente i così detti "disturbi sotto soglia"... che non vanno trascurati perchè non si sa mai che possano degenerare. Come ti ha fatto notare la tua compagna, il problema non è tanto cosa mangi o quanto ne mangi, ma il perchè (e quindi anche il come) lo mangi.
    Un abbraccio grande...
    PS.Continuo a non trovare la tua foto... :-(

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  6. Ma.... sei la tipa in alto a destra con la sigaretta???? Non ti trovavo perchè ero convinta fosse una delle varie foto di modelle di cui è pieno il tuo blog. Sei bellissimaaa!!!! E molto molto sensuale. Hai il fascino di chi è un po' maledetto... ;-)
    Bella!!!

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