Non riesco proprio a fermarmi davanti al caldo rassicurante di percentuali alcoliche e di un interlocutore capace di incuriosirti e ampliare la tua conoscenza. Io credo che sia il quadro ideale più affascinante che la mia mente possa creare.
Stasera si è verificato con molta naturalezza, con confidenze, e risate, attimi caldi di discussione e fasi lievi di complicità.
Mi sono sentita meno sola. Mi sono sentita meno aliena a questo mondo enorme e crudele che chiede tanto e lascia tutto nel mistero, ad un certo punto ti viene quella voglia incontrollata di inchiodarlo ad una sedia, lampada negli occhi e interrogarlo. Tipo: Ehi Dio, dimmi un po’, che merda è questa? Dove vuoi arrivare? Mi sembra tutta ‘na gran minchiata.
Una cosa del genere, che sa di rabbia e di dolore, ma di amore e grande curiosità; che è la base di tutto.
Stasera è stata una bella sera.
Ho cucinato un risotto buonissimo agli asparagi, ne abbiamo presi tutti due piatti, buono da disperarsi. Ho scelto un buon nero d’avola, che fa felici sempre tutti, Silvia ha portato del buon fumo.
Eravamo tre ragazze grandi a fumare e bere come ragazzine, a parlare di grande fratello e filosofia, a parlare di amori del passato e di dita nella presa, di tesi e di matrimonio, a ridere per niente e a piangere di meno ancora.
Nella mia immensa solitudine esistenziale sono fortunata, perché vivo momenti così, di alta-vita come mi piace chiamarli, di illuminismo, nel senso più letterale e poco storico del termine.
Non so dove sto andando, di per certo so che ho tanto di me da guarire, tanto da capire, da imparare, tanta vita da soddisfare, e stasera ne ho tanta voglia, tanto da strafocarmene, come in un’abbuffata [ ma senza rimorsi ].
Abbiamo prenotato l’albergo per Berlino. Il mio tedesco è peggiorato, ma spesso non capivo perché ascoltavo in contemplazione quel tedesco berlinese che ho subito riconosciuto, amato. Quel tedesco dotto e sciolto, che mi ha coccolato per sei mesi, se-i me-si se-i splen-di-di me-si. E la scelta dell’albergo un’avventura, ritrovare quei nomi, riprendere in mano la mia cartina della metro, passarci con l’indice i giorni felici, trovare percorsi, sogni, pianti, cacca pupù e amore, in ogni nome. La mia Berlino, il mio cuore, la mia città.
Sto straparlando, con un nero d’avola e il fumo di un nero.
P.s. sono di tessuto fragile, a volte mi rompo, mi disintegro, come ieri, e tra i miei solchi ci passa vita e tempo e disperazione, poi arrivano serate come questa e torno insieme, torno io. Semplicemente.
Buona notte
thin di oggi:

va tutto bene...


Cara Momò, quello che avrei voluto dirti è praticamente lo stesso che ho scritto un attimo fa a Ginevra... poi si materializza un post come questo e la sensazione cambia di colpo, come certi cieli di marzo, che cmque nn riesci a capire.
RispondiEliminaMa c'era già qualcosa, che serpeggiava nei tuoi ultimi post, che è abbastanza raro trovare in questi blog.. come una specie di noia, nn so come altro dirlo.
Non so.. resta il fatto che nn so - neanche se ti fa piacere; ma vorrei dirti che ti sono vicina, e che avrei sempre voluto dirtelo anche in tutti questi mesi in cui nn ho commentato.
è stata una fantastica serata... di quelle rare da trascorrere... ma per fortuna esistono e dovremmo essere capaci di godercele fino in fondo come hai fatto tu!
RispondiEliminaEhi ciao, beh una serata in nome della chalance..Son felice per te.
RispondiEliminaBerlino l'ho sentita nel cuore, però io ci sono stata solo 10giorni.
E per un attimo parlando di cartine della metro e ripercorrere i giorni felici mi hai fatto ricordare i miei.
Di fermata in fermata, di negozio in negozio, di ristorante in ristorante, sotto la pioggia con l'ombrellino applicabile sulla testa [si quello a mo' di giapponese] verde,giallo e rosso.
Trash, troppo trash.
E il musicista a Landsberger Allee con il suo sax e la sua tristezza allietava sempre e comunque il ritorno all'ostello.
E i punk ubriachi di Frankfurter Allee, molesti come pochi che urlavano e infastidivano ogni passante e noi di passaggio a ridere per le reazioni della gente.
E il nano ad Alexander Platz, in bici..
E il bar a Postdam Platz dove bere una ice dark chocolate sedute ai tavolini godendoci l'ultima serata..
E Warschauer strasse, la mia prima gaf in treno di tedesco uahuahau s'è girata una signora di cinquantanni e mi ha ripetuto la giusta pronuncia, c'ho provato due volte a dirla giusta poi siam scoppiati tutti a ridere.
E Samarite Strasse con i negozietti trashissimi e gothic, il tubo rosa e i negozietti dell'usato e di vinili.
Troppi bei ricordi.
Beh che ddire..Divertiti anche per me!
"è una questione di interpretazione e non di colpe."
RispondiEliminaComunque no, non sono d'accordo..Ovvero molte volte può essere per questo motivo..Ma ho gia provato a vederla senza paletti senza costrizioni mentali ma non cambia..Quindi non sono io la matta che vede le cose come vuole lei..Io sto cambiando un sacco per far si che non le cose non finiscano per il fattore "non ho fatto tutto quello che potevo".
Son cambiata tantissima, ho tolto quasi tutti i paletti che mettevo prima, ho provato nuovi modi di gestire una storia..Solo perchè lo amo e non voglio che anche questa volta finisca. Ne ho avute troppe di delusioni e di abbandoni..Di perdite e di crisi..
Questa volta voglio che sia diverso a costo di cambiare e provare a far andare le cose con naturalezza anche contro voglia..
E' difficile, molto difficile..Per ora dura..
Vedremo..L'amore è un ladro che è stato derubato..
Io t'ho aggiunto in msn con l'email che hai nel profilo..Ma tu ce l'hai msn?XD magari è solo email..Perchè alla fine mi piacerebbe sentirti in altro ambito, non solo per commenti.
Un abbraccio
fammi sapere
grazie della visita
Per quanto possiamo sentirci soli..
RispondiEliminaNon lo siamo mai davvero ^^.
Semplicemente, non ci accorgiamo di quelle piccole persone che fanno la differenza..=).
Sono contenta tu abbia passato una bella serata!
Tanto più che te non abbia avuto rimorsi *_*.
Berlino arriverà presto, e il tuo tedesco lì migliorerà sicuramente XD.
Buona Fortuna!!!
Un bacione!!
~DirtyAna
Ua...che serata=D
RispondiEliminail tuo post mi ha fatto sorridere,l'ultima frase decisamente ridere=) il 'ps' piangere.
RispondiElimina''sono di tessuto fragile, a volte mi rompo, mi disintegro, come ieri, e tra i miei solchi ci passa vita e tempo e disperazione, poi arrivano serate come questa e torno insieme, torno io. Semplicemente.''
non sono cosi brava a scrivere ma è la perfetta interpretazione di quello che sento io..ogni parola O.O è impressionante e allo stesso tempo terribile per quant'è vero.:'(
a volte mi stupisce quanto possa essere semplice.tornare me per qualche istante scordando tutto.
ora pero berlino è una bella opportunità!
goditela:)
Ehy, grazie della visita:)
RispondiEliminaPer quanto io abbia solo diciassette anni mi sento vecchia e quasi alla fine della mia esistenza - sì lascia stare, ho qualche problema-.-" - e ogni sera in cui posso bere e fumare e sparare le cazzate più assurde con le mie amiche, bhè, mi sembra sempre di avere qualche anno in meno e qualche anno in più davanti. Quindi mi fa piacere che anche tu, a modo tuo, abbia passato una serata di quelle che, bho, son le migliori che ci siano, no?